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Da bestia di Satana a figlio di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Vittorio Vaselli   
venerdì 12 settembre 2008


Da bestia di Satana a figlio di Dio

(articolo pubblicato su Oltre 5/2008)

 

Andrea Volpe, uno degli appartenenti alle Bestie di Satana, condannato a 20 anni (con rito abbreviato) per tre omicidi, è balzato agli onori della cronaca perché dopo aver accettato di collaborare con gli inquirenti per far luce sull’incredibile serie di delitti satanici ha dichiarato di voler ricostruire la sua vita con l’aiuto della fede.

Andrea ha, infatti, intrapreso un percorso di fede con Leonardo De Chirico, pastore in Ferrara (ove è detenuto Volpe) e collaboratore di Oltre che abbiamo intervistato su questa eclatante conversione.

 

Leonardo come hai conosciuto Andrea Volpe?raduno23_dechirico.jpg

È detenuto nel carcere di Ferrara dove da tempo facciamo con la locale chiesa evangelica opera di volontariato con i carcerati. Andrea è venuto a conoscenza dell’attività di volontariato da un altro ragazzo, che in carcere si è convertito al cristianesimo, voleva sapere se ero disponibile per un colloquio ed ho accettato.

Quando hai cominciato ad incontrarlo? Non ha avuto alcun timore?

Avevo letto degli omicidi delle Bestie di Satana, delle cose orribili commesse in nome di Satana. Di lui sapevo quello che chiunque poteva sapere dai media. Ha iniziato a scrivermi; poi, a fine dicembre c’è stata la possibilità di iniziare questi incontri, che proseguono con regolarità tutt’oggi. So che ha ucciso delle persone, ma il mio dovere di pastore era di andargli incontro e aiutarlo a dare un taglio col passato, liberandolo da quel legame diabolico ed accompagnarlo verso una nuova vita.

 

Non è che questa conversione serva solo a ottenere uno sconto della pena?

Sono un testimone del Vangelo e non ho la pretesa di poter formulare un giudizio di autenticità o meno sulla fede reale di una persona. Quello che posso dire è che in lui è evidente l’interesse crescente per la fede cristiana e per la Parola di Dio. Il pentimento giudiziario è avvenuto prima ed oggi appare sincero nella sua ricerca di Dio.

 

In questa storia è evidente che Satana influenzare i comportamenti umani?

Credo che Satana sia un essere personale, che agisce sul singolo e lo influenza. Oggi il diavolo assume di solito forme più subdole e meno appariscenti, ma ci sono casi in cui tutto ciò è concreto e palpabile, soprattutto nel momento in cui una persona decide di contrarre un vero e proprio impegno, dedicando al diavolo la propria vita come nella vicenda delle Bestie di Satana. Non tutti fanno “un patto” col diavolo in maniera rituale e liturgica, questa è una minoranza. Ma il desiderio di concedersi al male si può manifestare in molti modi. Comunque c’è una speranza di liberazione attraverso la fede in Cristo.

 

Andrea ha rotto il suo patto col diavolo?

Con Andrea ho fatto un percorso di liberazione fondato sulla preghiera e sulla Parola. Andrea aveva sottoscritto col Male un impegno che andava sciolto. La fede non può essere solo un accarezzare, un consolare. Se non si mette in discussione il patto acquisito formalmente e pubblicamente, è chiaro che la conversione non può avere risultati autentici. Con Andrea, prima ho constatato il suo interesse di andare al Signore e poi ho avviato un cammino di liberazione. Grazie all’autorità di Cristo, la sfida delle potenze maligne è stata vinta e, per merito della Sua opera vittoriosa, ho liberato Andrea dal legame col diavolo.

 

Puoi affermare che Andrea si è convertito a Cristo?

Andrea ha fatto una dichiarazione di abiura, di sconfessione e totale allontanamento da quei patti presi col diavolo, con la contestuale dichiarazione di un impegno di fede e con l’attestazione di voler seguire il Signore e amare il prossimo. È fondamentale essere consapevoli che le conseguenze in termini umani e giudiziari di quegli atti sono incancellabili, ma deve essere chiaro che, grazie alla potenza di Dio, ogni rivendicazione da parte di quelle potenze maligne su Andrea può essere respinta. Il contratto fatto a suo tempo con Satana è formalmente sciolto. Il debito è stato pagato, quindi il patto non è più valido. Gesù ha pagato sulla croce il prezzo del peccato e il diavolo non può più rivendicare nulla da chi crede in Cristo. Con Andrea ho studiato il Credo apostolico e lui, contestualmente all’abiura scritta e declamata, ha sottoscritto il Credo. C’è stato un momento di rottura con Satana, che è il nuovo punto di partenza con Dio.

 

Tutto ciò senza esorcismo?

Credo che quello che è avvenuto ad Andrea, ovvero la cacciata del maligno sulla base di una confessione di fede, sia un esorcismo a tutti gli effetti. Forse non è stato eclatante dal punto di vista scenografico, ma è la liberazione di una persona dalle presenze demoniache sulla base di una presa di coscienza dell’autorità di Cristo. Quindi sì, un vero e proprio esorcismo.

 

Quindi “nuova vita”?

Spiritualmente sì. A parte le conseguenze giudiziarie, non si può dire che si riparta come se nulla fosse avvenuto, certi delitti non si dimenticano. E nelle dinamiche spirituali, le potenze malefiche possono tornare ad attaccare anche il più santo dei credenti. Gesù stesso dice che quando i demoni lasciano una persona, ne chiamato sette più infidi di loro per cercare di riconquistarla. Possiamo dire che Andrea inizia ora la sua lotta, ma su basi diverse, solide. Con la conversione si viene giustificati; quindi c’è un aspetto legale definitivo su cui fare leva nella lotta contro satana. Detto questo, c’è tutto un percorso da fare: la corsa non è finita, è appena iniziata.

 

Potrebbe sembrare inaccettabile, eppure, nonostante i terribili peccati commessi Andrea può sperare nella vita eterna dopo la morte?

Certamente. La Bibbia dice che dove il peccato è abbondato, la Grazia è sovrabbondata. La Grazia è più grande del peccato. Ora, dopo un certo clamore per la notizia, occorre pregare per Andrea affinché il suo cammino col Signore proceda nella strada della ricostruzione della persona. Il percorso sarà lungo e difficile, ma con l’aiuto di Dio niente è impossibile. Non dimentichiamo di pregare anche per le famiglie delle vittime.



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