| Dio c'è, Dio è! |
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| Scritto da Vittorio Vaselli | ||||
| venerdì 03 aprile 2009 | ||||
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“Nessuno vi tragga in errore in alcuna maniera; poiché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e non sia stato manifestato l'uomo del peccato, il figliuolo della perdizione …” 2 Tessalonicesi 2:3 Nel mese di gennaio un’insolita notizia ha fatto un certo rumore. Nella città di Genova, su due autobus, circolava un particolare slogan pubblicitario: La cattiva notizia è che Dio non esiste, quella buona è che tu non ne hai bisogno. In questo spazio non è mia intenzione polemizzare con un movimento ateistico in cerca di consensi a livello nazionale ed internazionale attraverso il suddetto slogan comparso, prima che in Italia, in Inghilterra (Londra), negli Stati Uniti (Washington) e in Spagna (Barcellona). Questo movimento ateistico non si limiterà a quanto già visto bensì certamente proseguirà con il proprio piano di seminare incredulità con una strategia già programmata. A onor di cronaca, dopo la diffusione della notizia, l’azienda di trasporti genovese non ha più permesso tale pubblicità, risultata offensiva per tanti credenti. Non intendo neanche assumere un atteggiamento apologetico a favore di Dio, in quanto Colui, nel quale abbiamo creduto e confidato, non ha assolutamente bisogno di essere difeso. Vorrei piuttosto evidenziare che la crescita dell’ateismo contribuirà ad incoraggiare l’apostasia che, con gli altri segni preannunciati dalle profezie bibliche, ci conferma la vicinanza del “tempo della fine” o degli “ultimi tempi”, così definiti nell’escatologia neotestamentaria. Desidero condividere con voi una personale convinzione circa l’ateismo. Ritengo che un ateo convinto non esista assolutamente e non è mai esistito! Sappiamo di atei anche fra grandi personaggi del passato e potremmo citare numerosi aneddoti circa la grande insostenibilità delle loro convinzioni ateistiche. Fra i tanti ho scelto un aneddoto riguardante François-Marie Arouet, più noto come Voltaire. Un giorno mentre passeggiava, Voltaire incontrò un bambino che giocava nel parco; lo chiamò e gli chiese se era protestante. Il bambino rispose che era Evangelico. Allora Voltaire gli domandò: "Conosci il tuo catechismo?" (nelle chiese evangeliche è costituito da libretti per la scuola domenicale). "Sì, signore". “Senti, lo vedi quell'albero carico di mele? Ebbene, sono tutte tue se puoi rispondere alla domanda che ti farò”. “Oh! Se si trova nel catechismo, sono sicuro di sapere la risposta", disse il bambino". E Voltaire: "Ebbene, amico mio, tutte queste mele sono tue se mi puoi dire dov'è Dio". Il fanciullo rimase un momento imbarazzato, poi, alzando ad un tratto gli occhi, disse con vivacità: "E lei, Signore, potrebbe dirmi dove Dio non è?" Questa risposta fu come un colpo di fulmine per Voltaire. Si voltò di botto, si mise a camminare a passi concitati, e lasciò stare le mele e il bambino, che non si rese conto del suo trionfo! Diversi personaggi del passato hanno dichiarato pubblicamente il proprio ateismo, ma quando sono giunti al termine della propria esistenza, molti di essi hanno dovuto gettare via la maschera d’incredulità e mostrato l’infondatezza e l’inconsistenza delle proprie deduzioni. Chiedo venia ai lettori eruditi se tratterò l’argomento “apostasia” con un linguaggio popolare ma che ritengo indispensabile per tanti lettori credenti. Cos’è l’apostasia? Il termine apostasia nel suo significato biblico neotestamentario significa letteralmente "stare lontano da", un tirarsi indietro, il "naufragare dalla fede cristiana" con l’abbandono volontario della propria chiesa (comunità) di appartenenza. L’Apostolo Paolo fu accusato falsamente di incoraggiare i Giudei ad abbandonare la loro fede: "Or sono stati informati a tuo riguardo che tu insegni a tutti i Giudei che vivono fra i gentili di distaccarsi da Mosè, dicendo di non circoncidere i figli e di non seguire più le usanze giudaiche" (Atti 21:21). Nel considerare il messaggio pubblicitario ateistico rileviamo una strategia diabolica per indurre soprattutto i più deboli credenti della fede cristiana a diventare apostati e atei. L'apostolo Paolo predice che, prima del futuro ritorno di Cristo, vi sarà un grande abbandono della fede cristiana: "Nessuno v'inganni in alcuna maniera, perché quel giorno non verrà se prima non sia venuta l'apostasia e prima che sia manifestato l'uomo del peccato, il figlio della perdizione" (2 Tessalonicesi 2:3). Ciò era stato predetto anche da Gesù Cristo: "Allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno l'un l'altro. E sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti. E perché l'iniquità sarà moltiplicata, l'amore di molti si raffredderà" (Matteo 24:10-12). L’apostasia degli ultimi tempi implicherà il cadere nell'inganno di dottrine false, nell’insensibilità morale e nell’allontanamento dai criteri etici posti da Dio nella Sua Parola. L'apostolo Giuda ammonisce fortemente, nella sua epistola, sulle conseguenze di tale abbandono della fede, simile a quello che aveva interessato parte degli angeli di Dio: "... angeli che non conservarono il loro primiero stato ma che lasciarono la loro propria dimora" (Giuda 6), come pure fa Pietro, esortando i credenti alla fermezza: "Voi dunque, carissimi, conoscendo già queste cose, state in guardia per non venir meno nella vostra fermezza, portati via dall'errore degli empi" (2 Pietro 3:17). Quali sono e saranno le possibili cause dell’apostasia? - Uno spirito d’incredulità "State attenti, fratelli, che talora non vi sia in alcuno di voi un malvagio cuore incredulo, che si allontani dal Dio vivente" (Ebrei 3:12). Qui ravvisiamo chiaramente lo scopo dello slogan pubblicitario cui, come credenti cristiani nati di nuovo rispondiamo con certezza e fermezza di fede: la buona notizia è che Dio c’è, perché Dio è il creatore dell’universo ed è Amore. Noi, credenti cristiani, ne abbiamo avuto e ne avremo sempre bisogno! - Un ritorno all’immoralità "Quelli infatti che sono stati una volta illuminati, hanno gustato il dono celeste, sono stati fatti partecipi dello Spirito Santo e hanno gustato la buona parola di Dio e le potenze del mondo a venire, se cadono, è impossibile riportarli un'altra volta al ravvedimento, poiché per conto loro crocifiggono nuovamente il Figlio di Dio e lo espongono a infamia" (Ebrei 6:4-6). - Le persone che non hanno sperimentato la nuova nascita spirituale "Sono usciti di mezzo a noi, ma non erano dei nostri perché, se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; ma ciò è accaduto perché fosse palesato che non tutti sono dei nostri" (1 Giovanni 2:19). - Quei credenti che seguiranno lo spirito di questo mondo "...e distoglieranno le orecchie dalla verità per rivolgersi alle favole" (2 Timoteo 4:4). - Coloro che presteranno ascolto a insegnamenti ingannevoli "E sorgeranno molti falsi profeti, e ne sedurranno molti" (Matteo 24:11). - I cristiani superficiali Quelli che hanno edificato la loro casa sulla sabbia sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la parola con gioia; costoro però non hanno un fondamento solido (la fede in Cristo), credono per un certo tempo, ma al momento della prova, si tirano indietro" (Luca 8:13). - Coloro che avranno paura della persecuzione "Allora vi sottoporranno a supplizi e vi uccideranno; e sarete odiati da tutte le genti a causa del mio nome. Allora molti si scandalizzeranno, si tradiranno e si odieranno l'un l'altro" (Matteo 24:9,10). - Coloro che abbandonano le riunioni del culto pubblico trascurando la propria spiritualità "...non abbandonando il radunarsi assieme di noi come alcuni hanno l'abitudine di fare, ma esortandoci a vicenda, tanto più che vedete approssimarsi il giorno. Infatti, se noi pecchiamo volontariamente dopo aver ricevuto la conoscenza della verità, non rimane più alcun sacrificio per i peccati, ma soltanto una spaventosa attesa di giudizio e un ardore di fuoco che divorerà gli avversari. (Ebrei 10:25-27). Cari lettori, nella speranza che quanto espresso ci renda più attenti alla cura della nostra vita spirituale, crescendo di fede in fede e certi della “beata speranza”, di quel meraviglioso futuro che ci attende con il Signor Gesù vi saluto con l’espressione aramaica “Marana-tha”, Vieni Signor Gesù! Aggiungi ai preferiti (0) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 1228
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