Fermiamoci
Scritto da Vittorio Vaselli   
giovedì 27 dicembre 2007


Lo scoppiare di “malanni” e “malesseri” socio-politici hanno proposto al mondo intero la misera condizione del nostro paese.L’emergenza rifiuti campana (14 anno non hanno prodotto alcun risultato) ha messo in ginocchio non solo la Regione, ma ha condotto all’esasperazione migliaia di cittadini, tra lotte ambientaliste ed azioni di guerriglia urbana.

 Quali persone con una dignità, in questo periodo ci siamo sentiti una “munnezza” e trattati peggio. Anni di malaffare e gestione irresponsabile della “cosa pubblica” hanno trasformato il paese del sole, della pizza, della mozzarella e di tanti buoni alimenti in un territorio infetto e tossico, al punto che l’intera economia (dal turismo alla agricoltura) ne sta pagando ancora le conseguenze. E come se questo non bastasse, quando tutti aspettavamo le azioni, i provvedimenti per liberare le nostre strade dai rifiuti, ecco piombarci addosso altra spazzatura. Ingombrante al punto tale da far passare l’altra in secondo piano; inodore e per questo spesso non percepita; spesso riciclabile: è l’immondizia della politica. Infatti, in piena crisi rifiuti, alcuni amministratori della giustizia e della legalità sono stati inquisiti per “presunte” concussioni. Che tristezza udire le ammissioni di più politici che questo è il sistema della seconda Repubblica: io do una cosa a te e tu dai una cosa a me. E tutti gli altri (ovviamente noi tutti!) ne pagano le pene… Conclusione, sono due mesi che le strade delle nostre cittadine sembrano autostrade tra montagne di rifiuti. E se a questo aggiungiamo l’altalena delle Borse con il dramma di mezza Italia che fatica a superare la terza settimana del mese. Secondo un sondaggio di Banca d’Italia, un italiano su quattro è indebitato (per i mutui casa, certo, ma anche per acquistare beni di consumo) ed i salari dei lavoratori dipendenti sono rimasti fermi al 2000. Certo che bisogna essere veramente “ottimisti” per sperare in un paese migliore. A questo punto ritengo opportuno formularvi un invito: “Fermiamoci”. Non la presa di posizione di chi scoraggiato non ne vuole sapere più nulla e manda tutto a rotoli. Tutt’altro! Si richiede una presa di coscienza, un autoesame, perché se la situazione è quella che è, tutti abbiamo le nostre colpe. È da irresponsabili puntare il dito contro qualcuno, senza accorgerci che la nostra stessa mano ne punta ben quattro contro di noi. Il Grande Maestro ci ha insegnato a non guardare il “fuscello” (la pagliuzza) nell’occhio altrui, perché nel nostro c’è una trave.Cosa intendo dirvi? Che dobbiamo passare alle azioni.Immondizia? Adoperiamoci a differenziarla per produrre meno rifiuti.Inquinamento? Siamo parsimoniosi con i detersivi e se non necessario non usiamo l’automobile.Lavoro? Rispettiamo (se dipendenti) il datore ed impegniamoci ad essere produttivi perché ciò fa del bene anche a noi. Incoraggiamo (se datori) ed incentiviamo i dipendenti a sentirsi parte dell’azienda.Spese? Prima di fare un passo è bene misurarsi. Politica e politici? Non ci resta che pregare. Certo questa non è la ricetta che può cambiare o salvare il mondo, ma di certo potrà migliorarlo. Io ci provo, e tu?

Elpidio Pezzella



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